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I romanzi dovrebbero essere proibiti per legge

26 marzo 2026
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I romanzi dovrebbero essere proibiti per legge, dice il protagonista dell’unico romanzo scritto da Elias Canetti.
Dovrebbero essere proibiti per legge perché ci portano a immedesimarci con chicchessia. Ci abituano a comprendere qualsiasi atteggiamento. Ci fanno fissare mete lontane dalle nostre. Ci fanno prendere gusto al mutare continuo delle circostanze. Insomma: i romanzi finiscono per guastare anche il carattere più solido.

Ecco, “Aprile è una strana stagione”, il mio nuovo romanzo per Gramma Feltrinelli, segue le vicende di una persona singolare, un cineasta italiano che ha vissuto intensamente nell’arco del Novecento in tre diversi continenti e due generi opposti: una vita distante da quella della maggior parte delle persone.
Ma non è vero che leggendo un romanzo ci si identifica automaticamente in “chicchessia” e si arriva a comprendere qualsiasi comportamento.

Per il tempo della lettura di un romanzo, noi viaggiamo in mondi a volte lontanissimi dal nostro, per geografia o per standard morali. Respirare questi mondi può confermare i nostri pregiudizi, oppure, viceversa, incrinare le nostre più salde convinzioni. Ma se il mondo del romanzo deriva da un’intrinseca verità – come in “Aprile è una strana stagione”, che nasce dalla narrazione di una vita vera – quello che resta della sua lettura è l’incontro con una comune, ineliminabile, spessa sostanza umana.

Alla fine ogni storia è tante storie quanti sono i lettori, ognuno di noi gli dà un senso diverso. Quello che conta, è quanto quella storia alla fine ci aiuta a capire un po’ di più noi stessi.

Parleremo di questo Mimmo Calopresti e io, e del mistero dei corpi e delle vite, martedì 31 marzo, alla Feltrinelli di Largo Argentina a Roma, alle ore 19. Vi aspettiamo.

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