APRILE È UNA STRANA STAGIONE
Questo libro è dedicato a Nina, una delle anime più belle che abbia mai avuto la fortuna di incontrare. Nina ha attraversato il Novecento con grazia e leggerezza, vivendo in tre continenti e due diverse identità sessuali. Con un’intelligenza e una sensibilità fuori dal comune, ha amato uomini e donne, e attraverso di loro ha continuato ad amare sé stesso/a, senza mai soccombere ai colpi della vita. Più in generale, questo libro è dedicato a chiunque sia capace di accettare integra la propria e altrui umanità, per quanto il più delle volte essa rimanga impenetrabile.
“La complessità dell’amore e della sessualità umani ha dato spesso vita, in alcuni magistrali romanzi, a personaggi indimenticabili, capaci di dar voce ai propri desideri e ai propri sentimenti al di là delle convenzioni e dei pregiudizi sociali. Si pensi, ad esempio, a libri come Orlando di Virginia Woolf o a Middlesex di Jeffrey Eugenides. È la magia della letteratura, capace di addentrarsi là dove nessuna indagine psicologica o medica può: nell’impenetrabile problematicità della natura umana e del suo desiderio.
In Aprile è una strana stagione è all’opera una simile magia. Gabriella Ambrosio ritrae vita e avventura di un protagonista unico, che fa della duplicità della propria sessualità, dell’attrazione e della fascinazione per i due sessi, la ragione fondamentale del suo essere, la possibilità reale di divenire artefice della sua condotta e di sé stesso.
È la storia romanzata di un cineasta italiano realmente vissuto che, nato negli anni trenta, attraversa il Novecento, passando per tre continenti e soprattutto due sessi: dall’infanzia napoletana degli anni del dopoguerra – dove la lingua di Gabriella Ambrosio, napoletana di nascita, si addolcisce in modo struggente –all’adolescenza in un collegio, fino all’età adulta con la paternità e insieme le più violente oscillazioni del pendolo della sua esistenza, amando uomini e donne ed essendo amato da entrambi, vivendo mille vite dentro una sola.
Grazie a una scrittura impeccabile, capace di scolpire con parole vivissime le vicissitudini di un’avventura esistenziale, Gabriella Ambrosio dona al lettore una storia in cui trionfa un’unica norma: la legge dell’amore.”
Questo è un romanzo di rara grazia e silenziosa ribellione, una luminosa meditazione sull’amore senza confini di genere, sostenuta da una prosa che brilla di precisione emotiva. L’autrice non si limita a raccontare una storia, ma compone una sorta di musica, fluida e senza paura, ricordandoci che il linguaggio, come l’amore, non ha bisogno di confini.
Colum McCann
Il protagonista attraversa il tempo e il desiderio come un performer della propria esistenza, abitando il confine mobile tra maschile e femminile, memoria e invenzione. Non c’è forma definitiva. Il corpo è un testo palinsesto, continuamente riscritto dall’esperienza. Aprile è il tempo dell’intervallo, della fioritura incerta, della possibilità. Aprile, Il più crudele dei mesi, come cantava anche il Guccini della mia adolescenza: e ora questo romanzo mi ricorda che in altri tempi e con altre modalità in molti abbiamo rifiutato l’identità come destino e l’abbiamo assunta come opera aperta, in continua riscrittura. Tra errori, cancellature e qualche bella frase da non dimenticare.
Eduardo Cicelyn
La scrittura si presenta calma, come un cavallo che inizi a trottare. Ma in punti impensabili prima, opera degli scarti che rivelano il magma sotto. Questo cavallo disarciona la lingua e le attese.
Marcello La Matina
Sentiamo la carne che pulsa, seguiamo i corpi che si attraggono, precipitiamo letteralmente dentro la fascinazione.
Corriere del Mezzogiorno, 31.03.26
Una struggente e coraggiosa ricerca d’amore.
L’Espresso, 03.04.26
Con la scrittura l’autrice accarezza il protagonista del racconto (…) notturno e diurno, tragico e sacro negli atti quotidiani. (…) Ogni sorriso contiene materia violenta, Ambrosio ne conosce mitologie e scatenamenti rabbiosi, e privilegi di vedute: il suo romanzo ha momenti di luminosa meditazione sul senso dell’esistenza.
Elio Grasso, Pulp Magazine, 06.04.26
Prende fisionomia in un tempo non lineare il protagonista io narrante del romanzo, costruito quasi per frammenti, di Aprile è una strana stagione. Molte riflessioni indagano gli amplessi che ha vissuto, quelli che assomigliano a “danze funebri”, quelli costruiti su “un movimento barocco”, quelli in cui il sesso “è gioco, teatro, immaginazione”…
Il Mattino, 12.04.26
La forma letteraria consente ad Ambrosio di romanzare le indicibili verità del protagonista.
Il Messaggero, 12.04.26
Ambrosio trasforma in trama narrativa una vicenda di ambivalenza sessuale. Sullo sfondo, l’Italia e il mondo.
Corriere della Sera, La Lettura, 12.04.26
Un’insolita e intrigante biografia, un romanzo fra realtà e finzione ricco di segreti da svelare.
La Stampa, 18.04.26
Nell’epoca in cui tutto sembra appiattito su due dimensioni, la complessità è un concetto scomodo. Eppure Gabriella Ambrosio l’abbraccia nel suo ultimo libro, Aprile è una strana stagione.
Diva e Donna, 28.04.26
Aprile è una strana stagione, procede con lo stesso ritmo impetuoso che scandisce i giorni del suo protagonista (…), una figura avida di vita, desiderosa di partecipare al flusso degli eventi con una curiosità ininterrotta verso ciò che gli accade. Un personaggio indomabile e inclassificabile.
la Repubblica, 01.06.26
La prosa stessa, vibrante e refrattaria alle convenzioni, asseconda questo moto perpetuo, facendosi specchio di un’anima in fuga dalle etichette e trasformando l’ambiguità in uno strumento di pura, potente resistenza.
MilleLibri, 19.06.26
Già il titolo, Aprile è una strana stagione, trasla la crudeltà del primo verso del celebre poema inglese e lo conduce in una dimensione di estraniamento, di bizzarria, di lieve slittamento di percezione del reale. (…Il protagonista) … evade dai confini imposti dal corpo, dai legami affettivi, dalla morale sessuale. Senza però eccedere né trasformarsi in un moderno Dioniso e neanche in un feticcio pruriginoso: la sua è una consapevolezza malinconica: nessuna forma è definitiva.
il manifesto, 26.06.26
