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“Per l’amicizia di un arabo, darei dieci amici americani”

18 ottobre 2025
Minotauro 2

Questo è un libro a cui ritorno quando voglio immergermi nella testa e nella cultura del suo protagonista, un agente segreto israeliano, e nell’intreccio viscerale di sentimenti che lo agitano, anche nei confronti degli arabi. Vi ritrovo brani come questo:

“Non mi sto giustificando. Gli arabi provano per noi un odio mortale e io faccio esattamente quello che è necessario fare. Ma questo non cambia il fatto, che per l’amicizia di un arabo darei dieci amici americani, inglesi o francesi. Con un europeo posso bere whisky, trattare affari e arrivare alla conclusione che Israele è, in realtà, un’appendice dell’Europa in Oriente. Ma con un arabo posso tornare a rotolare fra le zolle di terra del campo, respirare l’odore del forno alimentato con escrementi di capra, raccogliere e masticare santoreggia, correre verso l’orizzonte e ritrovarvi la mia infanzia, e forse anche posso trovare un senso alla mia vita – che ora è senza significato – lì dove si trova anche la collina dei giorni della mia infanzia”
(“Il Minotauro” di Benjamin Tammuz, 1980)

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